Radiofarmaci e protonterapia, il nucleare come nuova frontiera della medicina di precisione
L’impiego di tecnologie nucleari in ambito sanitario sta diventando un elemento centrale della medicina di precisione: radiofarmaci sempre più specifici, tecniche avanzate come la protonterapia e piattaforme digitali capaci di integrare immagini, dati clinici e modelli predittivi stanno trasformando prevenzione, diagnostica e trattamenti oncologici. Il tema è stato al centro del convegno "Nucleare per la Salute", promosso a Bari dal Gruppo ITEL per avviare un confronto tra istituzioni, comunità scientifica, clinici, industria e organismi regolatori sulle prospettive di sviluppo di questo settore.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato l’importanza di investimenti mirati, formazione specialistica e un quadro regolatorio in grado di sostenere l’innovazione. L’Italia dispone di competenze avanzate nella rete degli IRCCS, nelle università e nei centri di ricerca, pubblici e privati. La sfida, secondo il ministro, consiste nel trasformare queste capacità in applicazioni cliniche concrete attraverso una collaborazione strutturata tra ricerca, industria e sistema sanitario.
Il settore dei radiofarmaci sta vivendo una crescita significativa anche a livello internazionale. In questo contesto si inserisce EHRA – Enhanced Radiotherapy with HAdrons, progetto del Gruppo ITEL sviluppato nei laboratori della spin-off Linearbeam. L’iniziativa prevede la realizzazione del primo sistema di protonterapia basato su acceleratore lineare, una tecnologia considerata unica nel panorama mondiale e potenzialmente capace di modificare l’approccio terapeutico in oncologia.
Parallelamente, in Italia è operativo il National Consortium for Innovation and Development of Radiopharmaceuticals, promosso da Itelpharma insieme all’Università di Pavia come capofila pubblico. Il consorzio è una rete nazionale che integra cinque hub operativi e undici partner, con attività rivolte alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione in ambito oncologico, diagnostico e teragnostico.
Durante l’incontro, i rappresentanti del Gruppo ITEL hanno evidenziato l’importanza di valorizzare le sinergie tra competenze fisiche, ingegneristiche, radiofarmaceutiche e cliniche per costruire una strategia nazionale condivisa. La crescita internazionale del gruppo – con attività consolidate in Europa ed espansioni in Nord America, Penisola Iberica e Medio Oriente – è stata presentata come un fattore in grado di accelerare ricerca, scambio di conoscenze e adozione di tecnologie avanzate.
Radiofarmaci e protonterapia rappresentano oggi una delle aree più dinamiche della medicina di precisione. Le tecnologie nucleari applicate alla salute offrono nuove opportunità per diagnosi e trattamenti sempre più mirati, con ricadute potenzialmente rilevanti sulla pratica clinica. Lo sviluppo di una strategia nazionale che coinvolga ricerca, industria e istituzioni sarà determinante per valorizzare le competenze presenti in Italia e sostenere l’adozione di soluzioni innovative nel Servizio sanitario nazionale.
Fonte: Il Sole 24 Ore. Leggi qui l’articolo originale.