Re-Mission: il videogioco che combatte il cancro nei giovani pazienti
Re-Mission è un progetto nato per affrontare una delle sfide più difficili nel trattamento del cancro infantile: l'adesione ai trattamenti terapeutici. Ogni anno, infatti, molti giovani pazienti oncologici affrontano l'assunzione continua di chemioterapici e antibiotici, spesso per via orale, un processo che può durare anni. Tuttavia, l'80% dei casi di recidiva del cancro infantile è legato alla mancata assunzione regolare dei farmaci, un dato che ha spinto la fondatrice di Hopelab, Pam Omidyar, a ideare un’iniziativa unica nel suo genere.
Hopelab è un laboratorio di innovazione sociale focalizzato sulla progettazione di tecnologie scientifiche per migliorare la salute e il benessere dei giovani. Omidyar, con la sua passione per i videogiochi, ha visto nel mondo digitale una possibilità per coinvolgere i ragazzi e migliorare l'aderenza al trattamento attraverso un gioco interattivo. Da questa intuizione è nato Re-Mission, il serious game che aiuta i giovani pazienti oncologici a combattere la malattia e a comprendere meglio la propria cura.
Il progetto Re-Mission è stato sviluppato grazie a un processo di co-creazione che ha visto la collaborazione di dottori, infermieri, psicologi, esperti di oncologia, sviluppatori di videogiochi e giovani malati di cancro. Tutti insieme hanno lavorato per creare un gioco che fosse educativo, motivante e capace di rispondere alle difficoltà che i giovani pazienti si trovano ad affrontare durante il trattamento. Il gioco è stato concepito con un obiettivo preciso: migliorare l’adesione alle terapie attraverso un’esperienza che trasformasse la gestione della malattia in un’avventura coinvolgente.
Re-Mission è un videogioco scaricabile da app su qualsiasi dispositivo tecnologico. I giocatori prendono il controllo di Roxxi, un robot supereroe, che viaggia attraverso i corpi di pazienti oncologici immaginari. La missione di Roxxi è quella di distruggere le cellule tumorali, combattere le infezioni batteriche e gestire gli effetti collaterali del cancro e dei trattamenti. Ogni fase del gioco è pensata per spiegare, in modo semplice e diretto, l’importanza dell’assunzione regolare dei farmaci. Se i giocatori saltano una dose di chemioterapia, l’arma del robot si inceppa, facendo crescere le cellule tumorali e aumentando la resistenza agli antibiotici. Il gioco insegna così ai giovani pazienti che l’aderenza alle terapie è cruciale per il successo del trattamento.
Re-Mission è progettato per fare molto più che intrattenere. Il gioco ha un obiettivo educativo chiaro: insegnare ai giovani pazienti oncologici l’importanza della chemioterapia orale, nonostante i suoi effetti collaterali, e renderli consapevoli di come l’assunzione corretta dei farmaci possa fare la differenza nella lotta contro la malattia. Inoltre, Re-Mission affronta tematiche fondamentali come la gestione dell'ansia, il dolore e la nausea, attraverso esercizi di respirazione e rilassamento muscolare. I giovani pazienti imparano anche l’importanza di una corretta alimentazione e di segnalare tempestivamente sintomi, anche se non sembrano correlati alla malattia.
Per testare l'efficacia di Re-Mission, Hopelab ha condotto uno studio su 375 pazienti oncologici di età compresa tra i 13 e i 29 anni. I risultati hanno mostrato che l’uso del videogioco ha portato a un aumento significativo dell'aderenza al trattamento, a una maggiore conoscenza del cancro e a un miglioramento dell’empowerment personale. I pazienti che hanno giocato per almeno due ore hanno avuto un'aderenza ai farmaci superiore del 16% rispetto ai non giocatori e hanno assunto una maggiore quantità di dosi nei tre mesi successivi. L’aspetto psicologico è migliorato notevolmente, con i pazienti che hanno mostrato maggiore consapevolezza riguardo al fatto che i farmaci sono essenziali per combattere la malattia. L’autoefficacia, ovvero la consapevolezza che il proprio impegno nel trattamento influisce direttamente sulla salute, è aumentata, aiutando i ragazzi a sentirsi più in controllo della loro situazione.
Re-Mission ha dimostrato che un videogioco non è solo un divertimento, ma può essere uno strumento educativo e terapeutico estremamente potente, in grado di trasformare l’esperienza della malattia e del trattamento per i giovani pazienti oncologici. Grazie alla sua capacità di insegnare, motivare e coinvolgere, questo serious game ha contribuito a migliorare l’aderenza alle terapie, l’autoefficacia e la conoscenza della malattia. Questo esempio di innovazione nel campo della salute dimostra come le tecnologie possano essere utilizzate per affrontare le sfide più difficili, con un impatto positivo sia a livello medico che psicologico.
La missione di Re-Mission, dunque, non è solo quella di curare, ma anche di educare e motivare, cambiando il modo in cui i pazienti, i genitori e gli operatori sanitari si relazionano alla malattia. Con l'incremento dell’uso di tecnologie per la salute, la speranza è che sempre più giovani pazienti possano affrontare la malattia con la consapevolezza che la cura, se seguita correttamente, è la chiave per vincere contro il cancro.
Fonte: Innlifes. Leggi qui l’articolo originale.